Pull-up strict e kipping: come progressare

Pull-up strict e kipping: come progressare

Ti aggrappi alla sbarra, tiri con tutto quello che hai, e... niente. Il mento resta ostinatamente sotto la sbarra. Oppure sei dall'altra parte: fai i tuoi 5 pull-up strict, ma nel WOD con 50 rep muori dopo il primo round. In entrambi i casi, il problema è lo stesso: manca una progressione strutturata. E no, "fare più pull-up" non è una strategia.

Sommario

Strict vs kipping: due movimenti diversi

Prima di tutto, chiariamo una cosa: strict e kipping non sono versioni "facile" e "difficile" dello stesso movimento. Sono esercizi diversi con obiettivi diversi.

Il pull-up strict è pura forza. Partenza da braccio teso, trazione fino a portare il mento sopra la sbarra, senza slancio. È il fondamentale che costruisce la forza di trazione della parte superiore del corpo. Come spieghiamo nell'articolo sui fondamentali, senza questa base tutto il resto crolla.

Il kipping pull-up è un movimento ginnico che sfrutta l'oscillazione del corpo per generare momentum. Permette di fare più ripetizioni in meno tempo — perfetto per i WOD — ma richiede coordinazione, timing e, soprattutto, una base di forza strict già solida.

L'errore più comune? Saltare direttamente al kipping perché "così è più facile". No. È più veloce, non più facile. E senza la forza per controllare il movimento, rischi di farti male alle spalle.

Partire da zero: le basi dello strict

Se non riesci a fare neanche un pull-up strict, non preoccuparti — è il punto di partenza della maggior parte delle persone. La buona notizia: la forza di trazione si costruisce relativamente in fretta se sai cosa fare.

Ring rows

Sottovalutati da molti, i ring rows sono il migliore esercizio preparatorio. Permettono di regolare la difficoltà semplicemente cambiando l'angolo del corpo: più sei orizzontale, più è difficile.

  • Inizia con un angolo di 45° e lavora per arrivare a essere quasi parallelo al suolo
  • Petto al livello degli anelli ad ogni ripetizione
  • Mantieni il corpo rigido come una tavola — niente anche che cedono

Negative pull-ups

Sali sulla sbarra (con una box o un salto) partendo dalla posizione alta, poi scendi il più lentamente possibile. La fase eccentrica è dove si costruisce forza.

  • Obiettivo: 5 secondi di discesa controllata
  • Quando arrivi a 8-10 secondi, sei probabilmente pronto per il tuo primo strict
  • 3-4 serie da 3-5 negative, 2-3 volte a settimana

Dead hangs

Non sottovalutare la presa. Molte persone si staccano dalla sbarra non perché i muscoli della schiena cedono, ma perché le mani si aprono. Lavora sulla presa.

  • Dead hang per tempo: inizia con 20-30 secondi, arriva a 60+
  • Active hang: dalle spalle rilassate, attiva i dorsali "tirando" le scapole verso il basso
  • Alterna presa prona e supina

Progressioni per lo strict pull-up

Una volta che hai il tuo primo pull-up, l'obiettivo è costruire volume. Ecco come.

Metodo "Grease the Groove"

Invece di fare una sessione di pull-up fino a cedimento, fai poche ripetizioni molte volte durante la giornata. Se il tuo max è 3, fai serie da 1-2 ogni ora. L'idea è accumulare volume senza mai stancarsi troppo.

EMOM di pull-up

Un EMOM (Every Minute On the Minute) è perfetto per costruire capacità:

  • Se fai 5 pull-up max: EMOM 10 minuti, 2 pull-up al minuto
  • Progredisci aggiungendo 1 minuto ogni settimana, poi aumenta le rep
  • Quando arrivi a 20 minuti con facilità, passa a 3 rep per minuto

Banded pull-ups

Gli elastici sono utili, ma attenzione: la banda aiuta di più nella parte bassa del movimento (dove sei già più forte) e meno in alto (dove serve più aiuto). Usali come complemento, non come sostituto del lavoro di forza.

Man mano che migliori, passa a bande sempre più sottili fino a eliminarle completamente. Un programma strutturato ti aiuterà a gestire questa progressione in modo ottimale.

Quando passare al kipping

Ecco la regola che usiamo: minimo 5 pull-up strict consecutivi prima di iniziare a lavorare sul kipping. Perché?

  • Serve forza sufficiente per controllare l'oscillazione
  • Le spalle devono essere stabili per gestire le forze generate dal kip
  • Senza base strict, il kipping diventa uno "strappo" che carica articolazioni e tendini

Secondo CrossFit HQ, il kipping è un movimento avanzato che richiede padronanza del movimento strict. Non è una scorciatoia.

La tecnica del kipping

Il kipping si basa sul "kip swing" — l'oscillazione che genera momentum. Prima di tirare, devi padroneggiare lo swing.

Kip swing drill

  • Arch position: petto in fuori, spalle indietro, gambe leggermente dietro la verticale
  • Hollow position: addome contratto, gambe leggermente avanti, corpo a "banana"
  • Alterna le due posizioni in modo fluido, usando anche e spalle
  • Le braccia restano tese, non tiri ancora

Il timing della trazione

Una volta che lo swing è fluido:

  1. Dalla hollow position, inizia la trazione mentre le anche tornano verso l'arch
  2. Il "pop" delle anche verso la sbarra genera la spinta
  3. Tira con le braccia mentre sei nel punto di massima accelerazione
  4. Mento sopra la sbarra, poi push-away controllato per ricominciare il ciclo

Butterfly (livello avanzato)

Il butterfly è un'evoluzione del kipping che elimina il "tempo morto" tra una rep e l'altra. È più veloce ma richiede ancora più controllo. Non avventurarti qui finché non hai almeno 15-20 kipping pull-up consecutivi con tecnica solida.

Errori comuni da evitare

Grip troppo largo o troppo stretto

La presa ideale è leggermente più larga delle spalle. Troppo larga riduce il range of motion utile, troppo stretta sovraccarica i bicipiti e limita l'attivazione dei dorsali.

Mento che "cerca" la sbarra

Vedo spesso persone che estendono il collo in modo esagerato per portare il mento sopra la sbarra. Questo non è un pull-up completo — è un pull-up con compensazione. Tira finché il petto non si avvicina alla sbarra, non solo il mento.

Kipping senza controllo nella discesa

La fase di discesa del kipping è dove molti si fanno male. Non "cadere" dalla sbarra. Il push-away deve essere controllato, le spalle devono restare attive. Ricorda: una buona routine di mobilità prima di lavorare sulla sbarra è fondamentale per preparare le spalle.

Troppo volume, troppo presto

I tendini si adattano più lentamente dei muscoli. Se passi da 0 a 100 pull-up a settimana, i muscoli potrebbero reggere ma i gomiti e le spalle probabilmente no. Progredisci gradualmente e rispetta i giorni di recupero. Come abbiamo visto parlando di sonno e recupero, è fuori dalla palestra che il corpo si adatta.

I pull-up sono uno di quei movimenti che separano i principianti dagli atleti più avanzati. Ma non c'è magia: solo lavoro costante e progressione intelligente. Se oggi non riesci a farne neanche uno, tra 3 mesi potresti farne 10. E quei 50 pull-up nel WOD che ora sembrano impossibili? Diventeranno solo un altro round da completare. Un passo alla volta, una rep alla volta.

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